PURGE//PURITY di Corporain

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Conosco i Corporain da anni, in realtà erano i nostri vicini di casa quando registravamo Metaldetector per la web radio e spesso sono venuti a trovarci sia per la trasmissione che per farsi due birre… che poi due non erano mai!L’altro giorno mi ha chiamato Andrea per annunciarmi che il nuovo disco della band era uscito nei limiti del possibile, e come promesso me lo sono ascoltato per bene in cuffia, utilizzando Spotify.

Li avevo lasciati nella loro sala prove brutti, sporchi, cattivi e coi capelli lunghi e invece mi ritrovo ad ascoltare un disco che inizia con un tuono e un organo da chiesa. Nelle foto vedo che hanno addirittura i capelli corti. Fermo la riproduzione, respiro, aspetto cinque secondi e ripeto la ricerca, ma il logo della band è quello. Ammetto di essere spiazzato e stupito.


MILLENNIUM è l’inizio di questo temporale purificatore che dopo la pausa musicale (dall’ EP), squarcia il silenzio con tuoni e chitarre distorte. Poi la pioggia si placa attraverso la melodia del cantato, ma è solo ciò che precede INCEPTION dove si riconoscono i vecchi Corporain. Pezzo potente, nel loro stile, anche se ci sono alcuni vezzi vocali di troppo e una scelta di suoni di tastiera un po’ troppo classica per i miei gusti.

THE PURGE abbandona tutte queste sovrastrutture e risulta molto più incalzante, facendo alzare nettamente il livello generale. Si sente meglio la pacca diversa del nuovo batterista e le linee vocali sono il valore aggiunti di questa ottima traccia.APOCALYPSE inizia calma, come quando si riprende fiato prima di tornare a correre.

Infatti, l’intro non è che il preludio dell’apocalisse. La mia metafora del temporale calza a pennello, mi torna alla mente lo studio delle sacre scritture, le immagini della pioggia battente di fuoco e ghiaccio. Questa volta il suono del pianoforte classico è perfetto…tutto esplode ma l’armonia non ne risente.HOLLOW è un pezzo struggente, di una potenza assoluta, ma estremamente complesso. Si percepisce tutta l’angoscia e mi fa pensare alle mie giornate di lockdown passate ad ascoltare i Rage.

Mi auguro che riescano a replicare la stessa atmosfera anche on stage, altrimenti sarebbe un vero peccato.Inizia PITCH BLACK e quando pensi di aver capito le vere intenzioni dei Corporain, loro ti spiazzano ancora. Ero sicuro che a questo punto si fosse arrivati al tema della purezza, me qui ci sono ancora demoni da sputare fuori e anime dannate che si rincorrono.NEVER FORGET ha bisogno di più ascolti. Troppo complesso, ci son dentro tutti i suoni della mia adolescenza, dall’organo hammond alla chitarra stile Hetfield, dai cori alle doppie voci tipiche degli anni ‘90. Mi piace comunque.

RAGE parte in sordina, con suoni di tastiere già sentiti, un buon pezzo che però mi riporta troppo indietro nel tempo. Rage di nome ma anche di ispirazione (magari mi sbaglio). Dopo 2 minuti, si cambia ancora registro, ormai i Corporain hanno deciso di variare gli stili durante i pezzi e questa traccia è, a mio avviso, il miglior biglietto da visita del nuovo batterista.

Nono e ultimo brano WHISPERING THE WIND. Inizia soft…attendo che Andrea attacchi il distorsore ma, sorpresa delle sorprese, è una ballad. Si, i Corporain mi hanno fatto una ballad di ben sette minuti. Sono stupito e perplesso, ma anche affascinato e rapito. Un pezzo bello e doloroso. Non me lo aspettavo proprio in chiusura.

Difficile recensire o raccontare la prima creatura dei tuoi amici, ma ho provato a descrivere le mie impressioni a caldo. Il disco è bello, piacevole, suonato e prodotto anche bene.
Ho solo alcune perplessità che mi pare doveroso scrivere. Per prima cosa siamo in presenza di un disco pieno zeppo di sonorità e idee che i Corporain hanno voluto mettere sul piatto, ma forse come sempre “less is more”. Talvolta l’ascolto è un po’ difficoltoso e pesante. E poi rimane il dubbio del live, non sarà facile riprodurre certe atmosfere sul palco, ma sono certo che questi ragazzi ce la metteranno tutta. Avanti così.

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